IL LUNGO PERCORSO

DELL’ENERGIA ELETTRICA

DALLA PRODUZIONE 

AGLI UTILIZZATORI FINALI

 

Tutta la società moderna si basa sui consumi di energia i cui principali vettori sono :

  • Energia elettrica

  • Gas

  • Acqua

  • Aria compressa

L’energia elettrica è certamente la forma più conosciuta, più utilizzata e, nel contempo, più

versatile, perché una volta prodotta, trasportata e distribuita, può essere facilmente convertita

a seconda le esigenze, in :

  • Movimento ( motori-rete ferroviaria-tram-filovie-funivie-ecc )

  • Radiazione luminosa ( sorgenti luminose a scarica di gas-fluorescenti-LED )

  • Calore

Gli utilizzatori finali richiedono potenze disponibili a diversi livelli di tensione, a seconda delle potenze in gioco; tali livelli sono :

  • Utilizzatori in bassa tensione ( tensione inferiore ad 1 KV ) : utenze domestiche-utenze commerciali-utenze industriali.

  • Utilizzatori in media tensione ( tensioni tra 1 KV e 30 KV ) : utenze commerciali-utenze industriali-utenze terziario.

  • Utilizzatori in alta tensione ( tensioni tra 30 KV e 150 KV ) : genericamente sono utenze industriali che richiedono elevate potenze e che provvedono in proprio, mediante una stazione AT-MT ( 150/20 KV ), a realizzare una rete interna in media tensione e diverse cabine di trasformazione MT-BT.

  • Utilizzatori in altissima tensione ( tensioni superiori a 150 KV ) : genericamente sono utenze industriali che richiedono elevate potenze e che provvedono in proprio, mediante una stazione AAT-MT ( 220-400/20 KV ), a realizzare una rete interna in media tensione e diverse cabine di trasformazione MT-BT.

 

L’energia elettrica come la conosciamo non esiste in natura, ma bisogna produrla;

il sistema elettrico nazionale è articolato in tre fasi ben distinte :

  • Produzione

  • Trasmissione

  • Distribuzione

Nello schema in basso riportato è sinteticamente rappresentato il flusso di energia dalla produzione fino all’utilizzatori in AT-MT-BT

altissima e 

alta

tensione

cabina

primaria

at/mt

centrale di

produzione

MEDIA

tensione

cabina SECONDARIA

at/mt

BASSA

tensione

PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA

Attualmente ci sono due modi per la produzione di energia elettrica :

  • Produzione “centralizzata”  mediante “centrali convenzionali di produzione”

  • Produzione “distribuita”  mediante “centrali di produzione da fonti rinnovabili”

nello schema in basso sono riportate le fonti energetiche di energia, che caratterizzano le varie tipologie di centrali.

FONTI DI ENERGIA

RINNOVABILI

solare

idrica

NON RINNOVABILI

gas naturali

carbone

eolica

geotermica

petrolio

legno

da

FONTI

NON

RINNOVABILI

da

FONTI

 RINNOVABILI

  

Queste centrali possono essere del tipo, a seconda della fonte primaria utilizzata :

  • Oli combustibili ( petrolio e derivati )

  • Gas naturale

  • Carbone

  • Nucleare ( vietata in Italia )

In genere in tali centrali un elemento combustibile viene bruciato per produrre calore che viene, poi, trasferito ad una caldaia ove circola acqua ad alta pressione. L’acqua si trasforma in vapore ad alta temperatura ed alta pressione; tale vapore viene fatto espandere in una turbina, accoppiata meccanicamente sullo stesso asse, ad un alternatore, macchina elettrica fondamentale che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica disponibile ai suoi morsetti.

Queste centrali possono essere del tipo, a seconda della fonte primaria utilizzata :

  • Idroelettrica

La centrale idroelettrica tradizionale sfrutta l’energia potenziale dell’acqua accumulata e trattenuta in un invaso, mediante una diga; una condotta forzata collega l’invaso alla centrale vera e propria, ubicata a valle. L’acqua alla fine del percorso nella condotta colpisce le pale di turbine ( del tipo Kaplan o Francis, a seconda delle caratteristiche dell’impianto ), che sono accoppiate agli alternatori, che trasformano l’energia meccanica all’asse della turbina in energia elettrica. Mediante un invaso a valle, l’acqua di scarico viene accumulata e spinta, nelle ore notturne mediante le stesse turbine funzionanti da pompe, nell’invaso a monte.

In tal modo, al netto delle perdite, la stessa acqua viene sempre utilizzata .

  • Geotermica

La centrale geotermica utilizza come fluido primario per riscaldare le caldaie, il calore naturale dei vapori geotermici contenuti nel sottosuolo; il vapore viene fatto espandere in una turbina accoppiata, come sempre, ad un alternatore. Con tale generazione non c’è alcun processo di combustione, ma il fenomeno è naturale; non ci sono scorie o residui in​

  • Eolica

La centrale eolica si compone, in genere, di più generatori eolici di una certa potenza unitaria ( fino a P=6 MVA ), collegati in entra-esci.

Si sfrutta la velocità del vento per produrre energia elettrica. Il modulo base è costituito dal

singolo generatore eolico, composto da : eliche-albero-alternatore-trasformatore BT/MT necessario per elevare la tensione di produzione ( in genere a 690 Vac ) ad un valore di tensione in MT ( 20-30 KV ). Una opportuna linea in media tensione, in configurazione entra-esci, conferirà, a seconda dei livelli di potenza, l’energia prodotta in una Stazione Elettrica MT-AT o in una rete in MT .

  • Solare termodinamica

In tale centrale la fonte primaria è rappresentata dall’energia associata alle radiazioni solari che viene fatta confluire su moduli concentratori parabolici, che riscaldano un fluido a base di sali, contenuto all’interno di condotti. Questo fluido, direttamente o indirettamente, mediante vapore ad alta temperatura e pressione, viene fatto espandere in una turbina, accoppiata ad un alternatore.

  • Solare fotovoltaica

La centrale solare fotovoltaica si basa sui pannelli ( moduli ) fotovoltaici che convertono direttamente l’energia solare in corrente continua sfruttando l’effetto fotovoltaico delle celle elementari costituenti il pannello.

La tensione continua prodotta dalle stringhe ( serie di più moduli ), opportunamente collegate in serie-parallelo, viene convertita in corrente alternata mediante apparecchiature chiamate inverter; più inverter, a seconda delle potenze in gioco, sono collegati in parallelo. L’energia generata viene immessa sulla rete in MT-20 KV mediante opportuni trasformatori elevatori, oppure sulla rete in AT-150 KV , mediante stazioni

elettriche elevatrici 20/150 KV, per impianti di grosse dimensioni

 

CENTRALI DI PRODUZIONE DISTRIBUITE-

Queste centrali sono ubicate, genericamente, molto più vicine ai centri di utilizzazione; sono del tipo :

  • Eolica

  • Solare fotovoltaica

  • Biomassa

  • Mini-idroelettrico

  • Geotermica

Le centrali di produzione del tipo : biomassa/mini-idroelettrico/geotermica, viste le modeste potenze in gioco, sono connesse alla rete di media tensione esistenti o mediante la realizzazione di nuove linee, mediante l’interposizione di trasformatori elevatori.

Le centrali eoliche o fotovoltaiche, invece, a seconda della loro dimensione, possono essere collegate sulle reti in MT o in AT ( alta tensione ).

In genere, con le attuali regole di connessione, impianti di potenza fino a 10 MW, possono essere connessi direttamente sulle reti in MT ( salvo verifica di compatibilità a mezzo studi di load-flow );

Impianti di potenza superiore potranno essere connessi alla rete in AT, in genere a 150 KV, mediante la realizzazione di stazioni elettriche elevatrici 20/150 KV.

 

Nelle centrali di produzione di tipo “convenzionale”, che, ad oggi, soddisfano la maggiore richiesta di potenza degli utilizzatori, la tensione di generazione, ai capi degli alternatori di centrale, è compresa tra 6 – 15 KV ( raramente ad un livello di 20 KV ), per cui nelle stesse, ci si trova nelle condizioni di dover trasferire elevate potenze verso i centri di carico, tenendo presente che, in Italia, il numero delle centrali tradizionali non è elevato e che la distanza tra le stesse è, spesso, di centinaia di chilometri.

Per tale motivo, unitamente a parametri elettrici fondamentali, quali : tensioni-livelli di isolamento-correnti in gioco-correnti di corto circuito- ecc, l’energia generata deve necessariamente essere trasportata e poi distribuita verso i centri di carico.

 

 

 

-TRASMISSIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA-

Al fine di poter trasmettere, a grandi distanze, elevate potenze elettriche,  dalla produzione verso i centri di carico periferici, immediatamente a valle delle centrali di produzione, si provvede ad elevare la tensione di generazione da un valore di ( 6 – 15 KV ) ad un valore in altissima tensione AAT  di 380 KV, deputato alla trasmissione dell’energia elettrica.

La rete in AAT-380 KV, in Italia, è gestita da TERNA.

Le apparecchiature necessarie, a 380 KV, ubicate su piazzali all’aperto o in complessi blindati e sigillati in gas SF6, sono costituite da : sezionatori-interruttori-trasformatori di corrente e di tensione-scaricatori di sovratensioni- più trasformatori in parallelo MT/AAT di idonea potenza-protezioni elettriche-servizi ausiliari.

Le linee di trasmissione in AAT servono, tra l’altro, all’interconnessione dei centri di produzione tradizionali, nonché all’interconnessione con le reti transnazionali.

Le linee di trasmissione in AAT sono di due tipi :

  • Linee aeree : costituite da conduttori in alluminio di sezione S=585 mmq, rinforzati con un conduttore di acciaio, sostenuti e collegati mediante catene di isolatori, a sostegni in acciaio a tronchi innestabili o del tipo a traliccio.

  • Linee interrate : costituite da cavi unipolari di sezione S=1600 mmq, posati entro opportuni scavi e/o cunicoli predisposti.

Le linee di trasmissione non seguono percorsi unicamente radiali, ma per una maggiore flessibilità della trasmissione, per una migliore qualità del servizio e per la continuità di alimentazione, si realizzano delle vere e proprie reti magliate in cui i nodi sono interconnessi.

La connessione alla rete in AAT-380 KV, di utenti particolarmente energivori, ad esempio utenti siderurgici, avviene mediante derivazioni in entra-esci sulla linea in transito.

Le linee di trasmissione, nell’avvicinarsi ai centri di carico ( città-zone industriali ) diventano Linee di Distribuzione.

 

-DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA-

In opportuni nodi della trasmissione in AAT, oggi, sono realizzate sottostazioni elettriche ( SSE ) che trasformano la tensione dal valore di 380 KV della trasmissione, ad un valore in alta tensione AT di 150 KV, deputato alla distribuzione primaria dell’energia in un modo più penetrante nel territorio, verso i centri di carico.

Le apparecchiature necessarie in AT a 150 KV, ubicate su piazzali all’aperto o in complessi blindati e sigillati in gas SF6, sono costituite da : sezionatori-interruttori-trasformatori di corrente e di tensione-scaricatori di sovratensioni- più trasformatori in parallelo AAT/AT di idonea potenza-protezioni elettriche-servizi ausiliari.

Le linee di distribuzione primaria in AT sono di due tipi :

  • Linee aeree : costituite da conduttori in alluminio di varie sezioni, rinforzati con un conduttore di acciaio, sostenuti e collegati mediante catene di isolatori, a sostegni in acciaio a tronchi innestabili o del tipo a traliccio.

  • Linee interrate : costituite da cavi unipolari di varie sezioni, posati entro opportuni scavi e/o cunicoli predisposti.

Anche le linee di distribuzione non seguono percorsi unicamente radiali, ma per una maggiore flessibilità della distribuzione, per una migliore qualità del servizio e per la continuità di alimentazione, si realizzano delle vere e proprie reti magliate in cui i nodi sono interconnessi.

La connessione alla rete in AT-150 KV, di utenti particolarmente energivori, avviene mediante derivazioni in entra-esci sulla linea in transito.

La distribuzione secondaria comprende linee in media tensione, ad un livello di ( 10-15-20 ) KV,

che partono dalle cabine primarie, necessarie per abbassare il livello di tensione dal valore in

AT-150 KV ad un valore, in media tensione MT a 10-15-20 KV, a seconda delle regioni.

La struttura, in generale, di una cabina primaria, si compone di :

  • Sezione in AT-150 KV

Le apparecchiature unificate, per la derivazione in entra-esci, sono ( sia per l’entrata che per l’uscita ) :

  • Sezionatore di linea

  • Trasformatori di tensione e di corrente.

  • Interruttore di linea

             Sezionatore di sbarra

             Le apparecchiature unificate, per ciascuna montante di trasformazione, denominate

             “ montante TR rosso “ e “ montante TR verde “, sono :

  • Sezionatore di linea

  • Interruttore di linea

  • Trasformatori di corrente e di tensione

  • Trasformatore di potenza abbassatore, di idonea potenza, corredato di variatore

  • Scaricatore di sovratensioni

  • Sezione in MT-20 KV ( ad esempio )

             Le apparecchiature unificate, per ciascuna montante di trasformazione, denominate

             “ montante TR rosso “ e “ montante TR verde “, sono :

  • Sezionatore di linea ( esterno )

  • Quadro di media tensione, per interno, costituito da due semisbarre, “rosse”-“verdi”, ciascuna delle quali comprende : interruttore generale-misure-interruttori a protezione delle linee in MT in partenza dalla cabina primaria stessa.

  • Telai protezione e misure

  • Telecomando

  • Telecontrollo

  • Raddrizzatori – Batterie

  • Servizi Ausiliari in c.a. – c.c.

 

Da ciascuna cabina primaria sono derivate diverse linee in media tensione per una copertura molto fitta del territorio e le relative utenze da alimentare.

Le linee di distribuzione secondaria, possono essere :

  • Linee aeree con conduttori nudi : costituite da conduttori in lega di alluminio di sezione fino a S=70 mmq o da conduttori in alluminio rinforzati con un conduttore di acciaio, di sezione fino a S=150 mmq,  sostenuti, medianti appositi accessori, da pali metallici, in cemento, o da tralicci metallici.

  •  Linee aeree con cavi : costituite da cavi tripolari cordati in alluminio, di sezione fino a 3x150 mmq, con fune portante in acciaio di sezione S=50 mmq,  sostenuti, mediante appositi accessori, da pali metallici o in cemento, o da tralicci metallici.

  • Linee interrate : costituite da cavi tripolari ad elica visibile, conduttori in alluminio,

sezione 3x1x185 mmq.

 

Ciascuna linea derivata dalla cabina primaria, collega, attualmente, in una configurazione in

entra-esci, radiale, più quadri di MT, deputati all’alimentazione di utenti direttamente in media tensione, oppure di utenti in bassa tensione, attraverso l’utilizzo di trasformatori MT-BT.

Lungo la distribuzione, a seconda delle esigenze del territorio, possono essere installate, a cura del Distributore, cabine di smistamento, deputate a derivare più linee in uscita, da una o più linee in ingresso. In tali cabine non è effettuata alcuna trasformazione MT-MT o MT-BT; costituiscono a tutti gli effetti dei nodi di distribuzione.

La distribuzione in media tensione è data in concessione ad un unico operatore che realizza e manutiene l’intera infrastruttura; l’attività di vendita dell’energia elettrica, invece, è libera e può essere affidata a più operatori in grado di offrire proposte convenienti agli utenti finali.

Per la connessione di utenti, attivi e passivi, alla rete del Distributore in media tensione, si deve far riferimento alla norma CEI 0-16 III edizione vigente, più avanti richiamata.

CONNESSIONE DI UTENTI ATTIVI E PASSIVI ALLA RETE DI MEDIA TENSIONE DEL DISTRIBUTORE

Per la connessione di utenti attivi e passivi alla rete di media tensione del Distributore si deve fare riferimento alla vigente norma CEI 0-16 III edizione; genericamente la connessione alla rete MT è

necessaria per potenze superiori a P=100 KW, salvo opportune verifiche da parte del Distributore stesso.

Il punto di connessione dell’utente è definito dai morsetti a valle del dispositivo di sezionamento del Distributore, che collega l’utente stesso.

Le attività del Distributore devono essere sempre separate da quelle dell’utente.

L’impianto di rete presso l’utente è di norma installato in un locale messo a disposizione dall’utente, il cui accesso è riservato esclusivamente al personale operativo del Distributore.

L’utente, quindi, deve mettere a disposizione del Distributore un locale per l’impianto di rete presso l’utenza ed un locale per l’installazione del complesso di misura ( contatore e relative pertinenze ), entrambi sempre accessibili al Distributore con mezzi idonei al prelievo e movimentazione delle unità funzionali di MT, senza alcun preavviso nei confronti dell’utente stesso. Il locale “misure” è di libero accesso anche all’utente per i controlli del caso.

Le dimensioni dei locali di connessione e misure, complessivamente, non devono essere inferiori a 16 mq; i succitati locali possono essere delle seguenti tipologie :

  • Interni ad un edificio

  • Interrati

  • Strutture prefabbricate in cemento

Il personale del Distributore deve poter accedere ai locali di propria pertinenza, in modo diretto, preferibilmente da strada aperta al pubblico, senza diritti di servitù e senza ostacoli ( cancelli-sbarre-serrature-ecc ).

 

 

Molto utilizzate, nel punto di Prelievo/Consegna, sono le strutture prefabbricate in cemento, che

devono essere rispondenti al documento di Unificazione ENEL, DG2092 – Rev.03 del 15-09-2016.

Il prefabbricato ha dimensioni esterne  : LxHxP= 670x270x250 cm

Si compone di due vani separati :

  • Vano ENEL : tale vano deve essere predisposto per contenere le seguenti apparecchiature del Distributore ed attrezzato con :

  • Unità funzionali di MT ( quadro ), per la costituzione dello schema necessario

  • Eventuale trasformatore MT-BT

  • Quadro di bassa tensione con supporto.

  • Rack conforme alla unificazione DY3005/1

  • Quadri Servizi Ausiliari conformi all’unificazione DY3016

  • Botole di accesso.

  • Forometria orizzontale.

  • Porte di accesso.

  • Griglie di areazione.

  • Aspiratori eolici.

  • Impianto prese

  • Impianto di Illuminazione

  • Vano MISURE : tale vano deve essere predisposto per contenere le seguenti apparecchiature del Distributore ed attrezzato con :

  • Contatore per la Misura dell’Energia consumata/scambiata

  • Forometria orizzontale.

  • Porta di accesso.

  • Impianto prese

  • Impianto di Illuminazione

CENTRALI CONVENZIONALI DI PRODUZIONE 

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